Nietzsceanologia
""Mentre la sventura, sonnecchiante in grembo alla cultura teoretica comincia ad angustiare l'uomo moderno, ed egli, inquieto, cerca di afferrare dal tesoro delle sue esperienze i mezzi per scongiurare il pericolo senza credere davvero egli stesso in questi mezzi; mentre comincia ad avere il presentimento delle sue proprie conseguenze, ecco che grandi nature, con doti universali, hanno saputo utilizzare con incredibile avvedutezza l'apparato della stessa Scienza per mostrare i limiti e la natura condizionata della Conoscenza e per negare in tal modo la pretesa della Scienza a una validità universale riconoscendo per la prima volta come tale quell'illusione che si arroga il diritto di poter scrutare, sulla base della causalità, l'intima essenza delle cose. All'enorme coraggio e saggezza di Kant e Schopenhauer è riuscito di cogliere la vittoria sull'ottimismo, essenza della Logica e sostrato della nostra cultura. Mentre tale ottimismo aveva creduto di poter penetrare ogni enigma del mondo trattando come leggi assolutamente incondizionate di universale verità il tempo, lo spazio e la causalità, Kant ci rivela come questi servissero solo ad elevare la semplice Apparenza, l'opera di Maya, a unica suprema realtà, mettendola al posto dell'intima e vera essenza delle cose e a rendere in tal modo vana la reale conoscenza di quest'ultima, vale a dire, secondo un'espressione di Schopenhauer, "ad addormentare ancor più profondamente uno che già sogna". Con ciò è stata introdotta una cultura che io oso designare come "tragica" e che consiste nell'elevare a meta suprema, in luogo della scienza la Sapienza e che senza farsi ingannare dalle seduzioni di quella, si volge con immobile sguardo all'immagine totale del Mondo, cercando di cogliere in essa, con grande sentimento d'amore, l'eterna sofferenza, come sofferenza propria. ""
F. Nietzsche