giovedì 23 febbraio 2017



 "Quando l'anima è pronta, lo sono anche le cose"
W.Shakespeare

martedì 17 gennaio 2017

La Musica è l'unica metafisica 
che ci sia dato di percepire
                                                      

lunedì 2 gennaio 2017

                                   

                                              
""Non adirarti Odisseo con me, tu che in ogni cosa
sei il più saggio degli uomini; gli dèi
solo affanni ci diedero: non vollero
che noi godessimo insieme giovinezza...""
Omero, Odissea 
 

                                           

domenica 1 gennaio 2017

                                            

                                               

                                 Cieli
Un cielo diurno o una volta stellata, e nessun altro luogo così pienamente, è per l'uomo spirituale una ierofania. Di questa spiritualità, tanto rara adesso, era colma l'anima dei popoli antichi.

sabato 31 dicembre 2016


  
Μυθική Ελλάς
L'Anima del Greco ha avvertito come nessun'altra il senso del mistero di cui era circondata. La Natura animata, la Vita sacralizzata, una moltitudine di dèi, miti e leggende, questa era l'antica Grecia. Niente della meraviglia del Cosmo lasciava indifferente il Greco, il sapiente come il popolano. Nel canto epico degli aedi o nei cori tragici un intero Popolo riviveva la sua storia incantata. Come in un sogno...

Il Limite
""La Scienza non potrà mai svelare il mistero della Natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte del mistero che cerchiamo di scoprire""
 (Max Planck, creatore della meccanica quantistica)

sabato 17 ottobre 2015



Dopo tanto tempo, come ritornare in un paese disabitato...:-)

domenica 14 settembre 2014

                                                               

                                                    
  L'abito della Divinità
""C'è in essa una vita eterna, un eterno divenire, un moto perenne. E' salda. Il suo passo è misurato, rare le eccezioni, invariabili le sue leggi. Ha pensato e non cessa mai di pensare; non come l'uomo tuttavia, ma come Natura. Si è riservata un'intelligenza propria che abbraccia ogni cosa, e di cui nessuno può carpirne il segreto...""
Johann W. Goethe
                                                                            

 Metafisica del limite, metafisica dell'illimitato
  Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν) [Chilone di Sparta], Garanzia porta sventura (ἐγγύα, πάρα δ᾽ ἄτα) [Talete di Mileto], La misura è la cosa migliore (Μέτρον ἄριστον) [Cleobulo di Rodi]. Tre dei sette sapienti dell'antichità affermano i princìpi del lògos ellenico, cioè i fondamenti di tutta la speculazione filosofica ellenica riguardante uomo e natura: il mètron (misura) e il pèras (limite). La perdita del "mètron" e del "pèras", cioè della misura e del limite in luogo dell'"apeiron", dell'illimitatezza è, nella sapienza greca, la causa di ogni male. Al contrario, la Civiltà Occidentale,"faustiana" nel lessico di Spengler, in contrapposizione a quella "apollinea" greca, si configura nei suoi due pilastri, la Scienza quale unico orizzonte di "vera" conoscenza e l'Economia quale esclusivo ordinamento della società (ormai) globalizzata, come tensione irrefrenabile all'illimitatezza. La frase "Garanzia porta sventura" è una critica agli effetti disgreganti dell'indebitamento a seguito del sempre maggior flusso di Denaro nelle antiche koinè elleniche. Niente, verrebbe da dire, a paragone della virtuale moltiplicazione di ricchezza dell'attuale capitalismo finanziario nel quale i derivati, scommesse sull'economia reale (ma anche virtuale, ci sono derivati sui derivati) assommano a seicentomila miliardi di euro, dieci volte la ricchezza reale del Mondo.
Leone

martedì 29 luglio 2014





                Metafisica del limite, metafisica dell'illimitato
Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν) [Chilone di Sparta], Garanzia porta sventura (ἐγγύα, πάρα δ᾽ ἄτα) [Talete di Mileto], La misura è la cosa migliore (Μέτρον ἄριστον) [Cleobulo di Rodi]. Tre dei sette sapienti dell'antichità affermano i princìpi del lògos ellenico, cioè i fondamenti di tutta la speculazione filosofica ellenica riguardante uomo e natura: il mètron (misura) e il pèras (limite). La perdita del "metron" e del "peras", cioè della misura e del limite in luogo dell'"apeiron", dell'illimitatezza è, nella sapienza greca, la causa di ogni male. Al contrario, la Civiltà Occidentale,"faustiana" nel lessico di Spengler, in contrapposizione a quella "apollinea" greca, si configura nei suoi due pilastri, la Scienza quale unico orizzonte di "vera" conoscenza e l'Economia quale esclusivo ordinamento della società (ormai) globalizzata, come tensione irrefrenabile all'illimitatezza. La frase "Garanzia porta sventura" è una critica agli effetti disgreganti dell'indebitamento a seguito del sempre maggior flusso di Denaro nelle antiche koinè elleniche. Niente, verrebbe da dire, a paragone della virtuale moltiplicazione di ricchezza dell'attuale capitalismo finanziario nel quale i derivati, scommesse sull'economia reale (ma anche virtuale, ci sono derivati sui derivati) assommano a seicentomila miliardi di euro, dieci volte la ricchezza reale del Mondo.
                                                      Leone

venerdì 21 giugno 2013

Dio
""Quando cerchi Dio, Dio è lo sguardo dei tuoi occhi.""
poeta persiano del XIII secolo


martedì 11 giugno 2013

                                              
  Il Re dei Re
Alessandro il Grande, di Droysen, è un libro di Storia straordinario, scritto dallo studioso tedesco cui si deve il termine "ellenismo", entrato poi universalmente nel lessico della disciplina storica, vale a dire la diffusione della lingua e della cultura greca in territori sconfinati, dalla Cirenaica all'Indo. ""Fu il più valoroso dei guerrieri, il più formidabile degli strateghi, il più lungimirante dei politici, il più colto fra tutti i re...cambiò il mondo come nessun altro prima e dopo di lui"". Poco più che adolescente conquistò l'impero persiano della dinastia achemenide, dall'Egitto all'India. Ebbe da ragazzo, come maestro, il filosofo Aristotele, riempito d'oro da suo padre Filippo, re di Macedonia, perchè insegnasse solo al figlio.
Johann Gustav Droysen, "Alessandro il Grande", 1833 (traduzione di L. Alessio, 1940)

domenica 26 maggio 2013

Giudizio letterario
““Nessuno ha ancora spiegato perché gli scrittori greci abbiano fatto dei mezzi di espressione, di cui disponevano in quantità e forza sbalorditive, un uso così straordinariamente parco, che al paragone ogni libro posteriore ai Greci appare sgargiante, variopinto e sforzato. […] Lo stile sovraccarico in arte è la conseguenza di un impoverimento della forza di sintesi. […] Così è per Shakespeare, che, paragonato con Sofocle, è come una miniera piena di un'immensità di oro, piombo e ciottoli, mentre quell'altro non è soltanto oro, ma oro lavorato nel modo più nobile, tale da far dimenticare il suo valore come metallo””
Frederich Nietzsche, da “Umano, troppo umano”

lunedì 6 maggio 2013

 
Una stupefacente luce dorata nel cielo e nel riflesso sul lago. Il Tempo, in un paesaggio incantato dipinto con l'anima, fermato per sempre...
Lago di Nemi al tramonto, olio su tela, 1790
Joseph Wright of Derby

giovedì 21 marzo 2013

MUSICA
 Nella Musica, la prima fra tutte le Arti, c'è la più profonda corrispondenza tra l'anima del Poeta compositore e la sua creazione. La natura insondabile di ciò che designiamo con la parola “sentimento” diventa manifesta ai sensi in quella forma sublime, che nessuna parola può definire, che nessuna scienza può spiegare. Attraverso la Musica, forma sensibile della nostra essenza metafisica, ci avviciniamo al senso del Tutto. Al senso di Dio.
Leone

Sinfonia VI "Pastorale" 4 mov. L. V. Beethoven

martedì 19 marzo 2013

SYMBOLON

Il nucleo dell'intuizione di Creuzer è che in un tempo ancora lontano dagli albori della Storia, vi fu la primigenia rivelazione religiosa della Natura, l'inizio della  spiritualità nell'uomo, destata dalla meraviglia e dal mistero del Cosmo. E per millenni l'immagine suprema di questa originaria rivelazione fu il “simbolo” (il cui significato autentico nella lingua greca è “ uno composto da due”). Esso è la "forma" offerta a udito e vista di quella rivelazione religiosa cui permette, in tal modo, di apparire, e con la quale si identifica come punto supremo della possibilità terrena di una manifestazione divina. Nel simbolo il divenire coincide con l'essere, immagine e parola, uniti in esso, vigono in una dimensione non-discorsiva, quale sarà invece quella del Mito e poi del “Logos”, a seguito dell'arricchimento della lingua. Con alle spalle questo gigante, fondamento di ogni spiritualità e di ogni civiltà, si avvia il tragitto delle Religioni, della Storia. In una direzione che va da Oriente a Occidente. Dal simbolo si evolve il mito e con questo l'arte e la letteratura. Bellezza sensibile, arte poetica e plastica fioriscono, raggiungendo la vetta nella Grecia classica. Ma in tal modo viene anche perso il contenuto del significato più antico e profondo di quella originaria rivelazione.
Considerazioni su “ Symbolik und Mythologie...” Frederich Creuzer, 1812
Leone

giovedì 21 febbraio 2013

                            LA DEA MADRE
"" Il diritto familiare matriarcale (das Mutterrecht) è estraneo non soltanto alla nostra coscienza di oggi, ma anche a quella della classicità.[...] L'esperienza corrispondente all'esordio dell'umano incivilimento, allo sviluppo di ogni virtù, alla prima realizzazione di ogni nobile aspetto dell'esistenza, ecco il fascino del principio materno, che in una vita piena di violenza fu divino principio di amore, di unità e di pace. Nella cura per il frutto del proprio corpo la donna imparò prima dell'uomo a spingere la propria preoccupazione amorosa oltre i confini dell'io individuale, verso un altro essere e a dedicare alla conservazione e all'abbellimento dell'altra esistenza tutte le capacità inventive del suo spirito. Da essa allora procedette ogni elevazione delle norme di vita, ogni benevolenza, ogni dedizione, ogni sollecitudine [....] e come corrisponde essa alle immagini di una remota e pura felicità, al centro della quale sta la sovranità del principio materno, a quelle "antiche stirpi di donne", la cui scomparsa significò anche la scomparsa della pace sulla terra.""
Da "Il matriarcato" (Das Mutterrecht), Johann J. Bachofen, 1861

domenica 3 febbraio 2013

Poetica epicurea
""...sed tua me virtus tamen et sperata voluptas
suavis amicitiae quemvis efferre laborem
suadet et inducit noctes vigilare serenas
quaerentem dictis quibus et quo carmine demum
clara tuae possim praepandere lumina menti,
res quibus occultas penitus convisere possis""
[...ma la tua virtù, tuttavia, e lo sperato piacere
dell’affettuosa amicizia mi spingono a sopportare
qualsiasi fatica e mi inducono a vegliare durante le notti serene
cercando con quali parole e con quali versi infine
io possa far brillare innanzi alla tua mente chiare luci,
con le quali tu possa esplorare fino in fondo le verità nascoste]
Lucrezio, De rerum natura

domenica 20 gennaio 2013

""αγάπη μου....""
δέδυκε μὲν ἁ σελάνα
καὶ Πληϊάδες, μέσαι δὲ
νύκτες, παρὰ δ' ἔρχεθ' ὥρα·
ἐγὼ δὲ μόνα καθεύδω.
[Tramontata è la luna
e le Pleiadi:
a mezzo è la notte:
il tempo trascorre;
e io dormo sola.]
Saffo, VII sec a.C

mercoledì 16 gennaio 2013

Le due necessità
""La tendenza propria della meccanica occidentale è quella di una "presa spirituale di possesso a mezzo della misura"; tale meccanica è dunque costretta a cercare l'essenza dei fenomeni in un sistema di elementi costanti e completamente misurabili, il più importante dei quali è designato dalla parola "movimento". [...] Ogni esperienza scientifica, oltre a tutto ciò che può essere, è altresì testimonianza di dati modi di rappresentazione simbolica. Ogni legge formulata con parole è un ordinamento animato, vivificato, compenetrato dal contenuto più intimo di una Civiltà. Se si vuol parlare di necessità, questa essendo l'esigenza di ogni ricerca esatta, bisogna che ci si renda conto che vi è una doppia specie di necessità: una necessità immanente nello psichico e nel vivente, perchè è destino che una particolare ricerca sia intrapresa o no, quando e dove sia intrapresa; e una necessità nel dominio del "conosciuto", chiamata da noi euro-occidentali, causalità. Se i numeri puri di una formula fisica rappresentano una necessità causale, l'esistenza, la genesi e la durata di una teoria costituiscono un "destino".""
O. Spengler, "Il Tramonto dell'Occidente"