giovedì 23 febbraio 2017
sabato 31 dicembre 2016
Μυθική Ελλάς
L'Anima
del Greco ha avvertito come nessun'altra il senso del mistero di cui
era circondata. La Natura animata, la Vita sacralizzata, una moltitudine
di dèi, miti e leggende, questa era l'antica Grecia. Niente della
meraviglia del Cosmo lasciava indifferente il Greco, il sapiente come il
popolano. Nel canto epico degli aedi o nei cori tragici un intero
Popolo riviveva la sua storia incantata. Come in un sogno...
domenica 14 settembre 2014
L'abito della Divinità
""C'è in essa una vita eterna, un eterno divenire, un moto perenne. E' salda. Il suo passo è misurato, rare le eccezioni, invariabili le sue leggi. Ha pensato e non cessa mai di pensare; non come l'uomo tuttavia, ma come Natura. Si è riservata un'intelligenza propria che abbraccia ogni cosa, e di cui nessuno può carpirne il segreto...""
Johann W. Goethe
Metafisica del limite, metafisica dell'illimitato
Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν)
[Chilone di Sparta], Garanzia porta sventura (ἐγγύα, πάρα δ᾽ ἄτα)
[Talete di Mileto], La misura è la cosa migliore (Μέτρον ἄριστον)
[Cleobulo di Rodi]. Tre dei sette sapienti dell'antichità affermano i
princìpi del lògos ellenico, cioè i fondamenti di tutta la speculazione
filosofica ellenica riguardante uomo e
natura: il mètron (misura) e il pèras (limite). La perdita del "mètron" e
del "pèras", cioè della misura e del limite in luogo dell'"apeiron",
dell'illimitatezza è, nella sapienza greca, la causa di ogni male. Al
contrario, la Civiltà Occidentale,"faustiana" nel lessico di Spengler,
in contrapposizione a quella "apollinea" greca, si configura nei suoi
due pilastri, la Scienza quale unico orizzonte di "vera" conoscenza e
l'Economia quale esclusivo ordinamento della società (ormai)
globalizzata, come tensione irrefrenabile all'illimitatezza. La frase
"Garanzia porta sventura" è una critica agli effetti disgreganti
dell'indebitamento a seguito del sempre maggior flusso di Denaro nelle
antiche koinè elleniche. Niente, verrebbe da dire, a paragone della
virtuale moltiplicazione di ricchezza dell'attuale capitalismo
finanziario nel quale i derivati, scommesse sull'economia reale (ma
anche virtuale, ci sono derivati sui derivati) assommano a seicentomila
miliardi di euro, dieci volte la ricchezza reale del Mondo.
Leone
martedì 29 luglio 2014
Metafisica del limite, metafisica dell'illimitato
Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν) [Chilone di Sparta], Garanzia porta sventura (ἐγγύα, πάρα δ᾽ ἄτα) [Talete di Mileto], La misura è la cosa migliore (Μέτρον ἄριστον) [Cleobulo di Rodi]. Tre dei sette sapienti dell'antichità affermano i princìpi del lògos ellenico, cioè i fondamenti di tutta la speculazione filosofica ellenica riguardante uomo e natura: il mètron (misura) e il pèras (limite). La perdita del "metron" e del "peras", cioè della misura e del limite in luogo dell'"apeiron", dell'illimitatezza è, nella sapienza greca, la causa di ogni male. Al contrario, la Civiltà Occidentale,"faustiana" nel lessico di Spengler, in contrapposizione a quella "apollinea" greca, si configura nei suoi due pilastri, la Scienza quale unico orizzonte di "vera" conoscenza e l'Economia quale esclusivo ordinamento della società (ormai) globalizzata, come tensione irrefrenabile all'illimitatezza. La frase "Garanzia porta sventura" è una critica agli effetti disgreganti dell'indebitamento a seguito del sempre maggior flusso di Denaro nelle antiche koinè elleniche. Niente, verrebbe da dire, a paragone della virtuale moltiplicazione di ricchezza dell'attuale capitalismo finanziario nel quale i derivati, scommesse sull'economia reale (ma anche virtuale, ci sono derivati sui derivati) assommano a seicentomila miliardi di euro, dieci volte la ricchezza reale del Mondo.
Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν) [Chilone di Sparta], Garanzia porta sventura (ἐγγύα, πάρα δ᾽ ἄτα) [Talete di Mileto], La misura è la cosa migliore (Μέτρον ἄριστον) [Cleobulo di Rodi]. Tre dei sette sapienti dell'antichità affermano i princìpi del lògos ellenico, cioè i fondamenti di tutta la speculazione filosofica ellenica riguardante uomo e natura: il mètron (misura) e il pèras (limite). La perdita del "metron" e del "peras", cioè della misura e del limite in luogo dell'"apeiron", dell'illimitatezza è, nella sapienza greca, la causa di ogni male. Al contrario, la Civiltà Occidentale,"faustiana" nel lessico di Spengler, in contrapposizione a quella "apollinea" greca, si configura nei suoi due pilastri, la Scienza quale unico orizzonte di "vera" conoscenza e l'Economia quale esclusivo ordinamento della società (ormai) globalizzata, come tensione irrefrenabile all'illimitatezza. La frase "Garanzia porta sventura" è una critica agli effetti disgreganti dell'indebitamento a seguito del sempre maggior flusso di Denaro nelle antiche koinè elleniche. Niente, verrebbe da dire, a paragone della virtuale moltiplicazione di ricchezza dell'attuale capitalismo finanziario nel quale i derivati, scommesse sull'economia reale (ma anche virtuale, ci sono derivati sui derivati) assommano a seicentomila miliardi di euro, dieci volte la ricchezza reale del Mondo.
Leone
venerdì 21 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
Il Re dei Re
Alessandro il Grande, di Droysen, è un libro di Storia straordinario, scritto dallo studioso tedesco cui si deve il termine "ellenismo", entrato poi universalmente nel lessico della disciplina storica, vale a dire la diffusione della lingua e della cultura greca in territori sconfinati, dalla Cirenaica all'Indo. ""Fu il più valoroso dei guerrieri, il più formidabile degli strateghi, il più lungimirante dei politici, il più colto fra tutti i re...cambiò il mondo come nessun altro prima e dopo di lui"". Poco più che adolescente conquistò l'impero persiano della dinastia achemenide, dall'Egitto all'India. Ebbe da ragazzo, come maestro, il filosofo Aristotele, riempito d'oro da suo padre Filippo, re di Macedonia, perchè insegnasse solo al figlio.
Johann Gustav Droysen, "Alessandro il Grande", 1833 (traduzione di L. Alessio, 1940)
domenica 26 maggio 2013
Giudizio letterario
““Nessuno ha ancora spiegato perché gli scrittori greci abbiano fatto dei mezzi di espressione, di cui disponevano in quantità e forza sbalorditive, un uso così straordinariamente parco, che al paragone ogni libro posteriore ai Greci appare sgargiante, variopinto e sforzato. […] Lo stile sovraccarico in arte è la conseguenza di un impoverimento della forza di sintesi. […] Così è per Shakespeare, che, paragonato con Sofocle, è come una miniera piena di un'immensità di oro, piombo e ciottoli, mentre quell'altro non è soltanto oro, ma oro lavorato nel modo più nobile, tale da far dimenticare il suo valore come metallo””
Frederich Nietzsche, da “Umano, troppo umano”
giovedì 21 marzo 2013
MUSICA
Nella Musica, la prima fra tutte le Arti, c'è la più profonda corrispondenza tra l'anima del Poeta compositore e la sua creazione. La natura insondabile di ciò che designiamo con la parola “sentimento” diventa manifesta ai sensi in quella forma sublime, che nessuna parola può definire, che nessuna scienza può spiegare. Attraverso la Musica, forma sensibile della nostra essenza metafisica, ci avviciniamo al senso del Tutto. Al senso di Dio.
Leone
Sinfonia VI "Pastorale" 4 mov. L. V. Beethoven
martedì 19 marzo 2013
SYMBOLON
Il nucleo dell'intuizione di Creuzer è che in un tempo ancora lontano dagli albori della Storia, vi fu la primigenia rivelazione religiosa della Natura, l'inizio della spiritualità nell'uomo, destata dalla meraviglia e dal mistero del Cosmo. E per millenni l'immagine suprema di questa originaria rivelazione fu il “simbolo” (il cui significato autentico nella lingua greca è “ uno composto da due”). Esso è la "forma" offerta a udito e vista di quella rivelazione religiosa cui permette, in tal modo, di apparire, e con la quale si identifica come punto supremo della possibilità terrena di una manifestazione divina. Nel simbolo il divenire coincide con l'essere, immagine e parola, uniti in esso, vigono in una dimensione non-discorsiva, quale sarà invece quella del Mito e poi del “Logos”, a seguito dell'arricchimento della lingua. Con alle spalle questo gigante, fondamento di ogni spiritualità e di ogni civiltà, si avvia il tragitto delle Religioni, della Storia. In una direzione che va da Oriente a Occidente. Dal simbolo si evolve il mito e con questo l'arte e la letteratura. Bellezza sensibile, arte poetica e plastica fioriscono, raggiungendo la vetta nella Grecia classica. Ma in tal modo viene anche perso il contenuto del significato più antico e profondo di quella originaria rivelazione.
Considerazioni su “ Symbolik und Mythologie...” Frederich Creuzer, 1812
Leone
giovedì 21 febbraio 2013
LA DEA MADRE
"" Il diritto familiare matriarcale (das Mutterrecht) è estraneo non soltanto alla nostra coscienza di oggi, ma anche a quella della classicità.[...] L'esperienza corrispondente all'esordio dell'umano incivilimento, allo sviluppo di ogni virtù, alla prima realizzazione di ogni nobile aspetto dell'esistenza, ecco il fascino del principio materno, che in una vita piena di violenza fu divino principio di amore, di unità e di pace. Nella cura per il frutto del proprio corpo la donna imparò prima dell'uomo a spingere la propria preoccupazione amorosa oltre i confini dell'io individuale, verso un altro essere e a dedicare alla conservazione e all'abbellimento dell'altra esistenza tutte le capacità inventive del suo spirito. Da essa allora procedette ogni elevazione delle norme di vita, ogni benevolenza, ogni dedizione, ogni sollecitudine [....] e come corrisponde essa alle immagini di una remota e pura felicità, al centro della quale sta la sovranità del principio materno, a quelle "antiche stirpi di donne", la cui scomparsa significò anche la scomparsa della pace sulla terra.""
Da "Il matriarcato" (Das Mutterrecht), Johann J. Bachofen, 1861
domenica 3 febbraio 2013
Poetica epicurea
""...sed tua me virtus tamen et sperata voluptas
suavis amicitiae quemvis efferre laborem
suadet et inducit noctes vigilare serenas
quaerentem dictis quibus et quo carmine demum
clara tuae possim praepandere lumina menti,
res quibus occultas penitus convisere possis""
[...ma la tua virtù, tuttavia, e lo sperato piacere
dell’affettuosa amicizia mi spingono a sopportare
qualsiasi fatica e mi inducono a vegliare durante le notti serene
cercando con quali parole e con quali versi infine
io possa far brillare innanzi alla tua mente chiare luci,
con le quali tu possa esplorare fino in fondo le verità nascoste]
Lucrezio, De rerum natura
domenica 20 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
Le due necessità
""La tendenza propria della meccanica occidentale è quella di una "presa spirituale di possesso a mezzo della misura"; tale meccanica è dunque costretta a cercare l'essenza dei fenomeni in un sistema di elementi costanti e completamente misurabili, il più importante dei quali è designato dalla parola "movimento". [...] Ogni esperienza scientifica, oltre a tutto ciò che può essere, è altresì testimonianza di dati modi di rappresentazione simbolica. Ogni legge formulata con parole è un ordinamento animato, vivificato, compenetrato dal contenuto più intimo di una Civiltà. Se si vuol parlare di necessità, questa essendo l'esigenza di ogni ricerca esatta, bisogna che ci si renda conto che vi è una doppia specie di necessità: una necessità immanente nello psichico e nel vivente, perchè è destino che una particolare ricerca sia intrapresa o no, quando e dove sia intrapresa; e una necessità nel dominio del "conosciuto", chiamata da noi euro-occidentali, causalità. Se i numeri puri di una formula fisica rappresentano una necessità causale, l'esistenza, la genesi e la durata di una teoria costituiscono un "destino".""
O. Spengler, "Il Tramonto dell'Occidente"
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