sabato 3 dicembre 2011



Il  Caso, il Destino

Che il Caso o Dio abbia deciso
dopo tanta quiete precambriana,
venisse il bipede con l'intelligenza.
Poco esercizio agli emisferi
una goccia in quest'universale
per trovare il Codice: la Scienza.
Un fondamento  un'accelerazione
a costruire infine il Gran Congegno.
L'ingegno a potenza d'infinito.
Oltre tutto oltre  il pensiero.
A muovere galassie buchi neri,
avanti indietro al tempo a piacimento.
Mondi interi...
E tutte le illusioni, 
 la sua storia  infine?
Solo oblio  nell'infinito.
Lo dico in tempo già che sento
seppure  non  capisco.
Non so  se  per caso o per disegno:
aver concorso a  Dio nell'uno,
nell'altro, esserne  il segno.
("Si nemo ex me quaerat, scio; si quaerenti explicare velim, nescio" S.Agostino conf.XI "Se nessuno me lo chiede, lo so, se devo spiegarlo a qualcuno, non riesco")

Leone

8 commenti:

M..... ha detto...

Una riflessione sul mondo e sulla presenza dell'uomo sulla Terra e(chi può dirlo con certezza?) probabilmente, non solo.
La citazione di Sant'Agostino in fondo al testo spiega, credo, il limite del pensiero umano e, quindi della Scienza, che non può fare ipotesi verificabili sull'esistenza del "mondo" metafisico.

Sono pensieri profondi ma anche non facili da interpretare.
Bella, per meditare...
Ciao Leo:) Bentornato in blogger
M.:-D

leone ha detto...

Grazie, M. Ho provato a mettere in poesia l'eterno mistero dell'esistenza, che il pensiero razionalista attribuisce al caso governato sempre da un principio di causalità, quello idealista a un disegno certo quanto imperscrutabile razionalmente, quello religioso a Dio.

Gianna ha detto...

Bentornato, Leo.

Tutto è relativo...

leone ha detto...

Grazie, Stella.

Miryam ha detto...

Torni in blogger dopo un lungo periodo ... cosa hai fatto in tutto questo tempo?:-D
La poesia è molto bella... piena di significati come tutte le tue precedenti.
Un dualismo tra Scienza e Spirito che è nato con l'uomo e che, credo, non avrà mai fine. Domande antichissime e sempre attuali ...
Leggendo la poesia si entra in questo mondo fatto di essenze profonde di cui fanno parte anche gli interrogativi.
Adesso dopo questa perla "esistenziale" ... non sparire di nuovo... i "poeti" come noi devono comunicare in ogni parola una emozione :))))
Baci!
P.S. Bella quella di S.Agostino "Si nemo ex me quaerat, scio; si quaerenti explicare velim, nescio"
Non la conoscevo:)

leone ha detto...

La frase di S.Agostino non è una massima ma un'estrapolazione da un suo pensiero sul concetto di tempo.L'ho trovata aderente a quello più ampio di intuizione,cioè convinzione profonda, spesso inesplicabile. La filosofia si è sviluppata tra i due grandi filoni: sistematica (Aristotele, Kant...) e asistematica (Platone, Goethe, Nietzsche).La prima pretende di interpretare il mondo secondo il principio di causalità (scienza), la seconda per intuizioni profonde, consapevole che la prima, disgreghi il "tutto" in una serie senza fine di cause, con ciò perdendone il significato complessivo...Io sono attratto più da questa ma nella poesia ho provato a rappresentare una Scienza talmente potente da diventare dio. O per caso (presupponendo che Dio non esista) o per un misterioso disegno (di Dio stesso)...Sentire la necessità di spiegare questa poesia non depone molto a favore della sua chiarezza, ne sono consapevole,ma la suggestione che mi sono proposto di "verseggiare" non è delle più agevoli, converrai..:-))...Grazie del commento e a presto, Miriam.

Anonimo ha detto...

Bella poesia.Originale e ben scritta.
Complimenti. R.S.

leone ha detto...

Grazie RS, troppo buono...